La mostra -
Francesco e l'abito perfetto

I costumi di "Fratello sole e sorella luna"

Anonimo, San Francesco sarto. Illustrazione tratta dal manoscritto miniato del XIV secolo noto come “Taymouth Hours” (British Library, Yates Thompson MS 13, f. 179v).

La mostra – realizzata in occasione dell’ottocentesimo anniversario della sua morte – esplora il rapporto profondo e travagliato di Francesco d’Assisi (1181/2-1226) con il vestire.

Legato al mondo dei tessuti di lusso per l’impresa famigliare, Francesco se ne allontana con gesti clamorosi, come quello di spogliarsi completamente in pubblico, per restituire tutti gli indumenti al padre; esprime però, allo stesso tempo, un’attenzione e una sensibilità rispetto agli abiti che solo un esperto può avere.
Quando rimane nudo davanti al padre e al vescovo di Assisi, gli fu offerto “il mantello povero e vile di un contadino, servo del vescovo. Egli, ricevendolo con gratitudine, di propria mano vi tracciò sopra il segno della croce, con un mattone che gli capitò sotto mano, e formò con esso una veste adatta a ricoprire un uomo crocifisso e un povero seminudo”.
Alla ricerca dell’abito perfetto per esprimere la scelta di vita radicale sua e dei suoi frati, così la riassumerà nel Testamento: “quelli che venivano per abbracciare questa vita, distribuivano ai poveri tutto quello che potevano avere, ed erano contenti di una sola tonaca, rappezzata dentro e fuori, del cingolo e delle brache. E non volevamo avere di più”.
Anche all’avvicinarsi della morte darà istruzioni precise per il confezionamento dell’ultima tonaca, facendo chiedere all’amica Jacopa de’ Settesoli di procurare “del panno grezzo color cenere, del tipo di quello tessuto dai monaci cistercensi nei paesi d’oltremare”. Come il suo Signore, però, “volle uscire nudo dal mondo, e ai frati che gli stavano intorno ingiunse in obbedienza di carità che, dopo morto, lo lasciassero nudo là sulla terra per il tratto di tempo necessario a percorrere comodamente un miglio”.
Un percorso inedito e intrigante, che si muove attraverso i costumi del capolavoro di Franco Zeffirelli Fratello sole, sorella luna, testimonianze biografiche e rappresentazioni artistiche.

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Ci sono film che rimangono dentro, che entrano nelle biografie individuali e collettive attraversando e unendo generazioni, che emozionano, sorprendono e colpiscono l’immaginario come le favole più belle.
Tra questi, Fratello sole, sorella luna, diretto da Franco Zeffirelli e uscito nel Regno Unito e in Italia nel 1972, è certamente uno dei più amati.
Indimenticabile la regia del Maestro, l’eleganza del suo linguaggio cinematografico capace di ricreare un medioevo spettacolare tra filologia e sogno, la sua profonda spiritualità per cui ogni dettaglio, ogni inquadratura, ogni scena funziona e nella piena armonia del capolavoro.
Splendida la sceneggiatura firmata con Lina Wertmüller e Suso Cecchi d’Amico, in cui la storia – quella di Francesco, dalla sua vocazione all’istituzione dell’ordine – diventa un messaggio d’amore offerto ai suoi contemporanei.
Emozionanti il cast, il lavoro dei doppiatori (la voce di Francesco è di Giancarlo Giannini, di Gino Cervi quella di Papa Innocenzo III interpretato da Alec Guinness), le musiche di Riz Ortolani, il canto di un ventenne Claudio Baglioni.
Strepitosi i costumi di Danilo Donati, che la mostra presenta in tutta la loro bellezza, originalità e genialità sartoriale. Un invito a riflettere sulla capacità del cinema di inventare e di stupire, sull’abilità artigiana e creativa che si fa arte e meraviglia attraverso i colori e le trame di tessuti e gioielli.
Sono esposti in mostra i costumi del film conservati dalla Fondazione Cerratelli, il saio di San Francesco e alcuni gioielli conservati dalla Fondazione Zeffirelli.

Ulteriori informazioni saranno disponibili nelle prossime settimane

Anonimo, San Francesco sarto. Illustrazione tratta dal manoscritto miniato del XIV secolo noto come “Taymouth Hours” (British Library, Yates Thompson MS 13, f. 179v).

organizzazione

I curatori

Lorenzo Cantoni

Lorenzo Cantoni

Direttore della Cattedra UNESCO dell'Università della Svizzera italiana

Laureato in Filosofia, ha conseguito un dottorato di ricerca in ambito formativo. È professore presso l'USI - Università della Svizzera italiana (Lugano, Svizzera), Facoltà di comunicazione, cultura e società, dove è direttore dell'Istituto di Tecnologie Digitali per la Comunicazione e responsabile della UNESCO chair in ICT to develop and promote sustainable tourism in World Heritage Sites, istituita all'USI dal 2013. È membro del board di WHES - World Heritage Experience Switzerland e direttore del Master in Digital Fashion Communication, realizzato in collaborazione con l'Università Sorbona (Paris 1 Panthéon-Sorbonne) e direttore del Master in International Tourism.

Alessandro Tosi

Alessandro Tosi

Direttore Scientifico del Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi

Svolge la sua attività didattica e di ricerca nel Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa come professore di Storia dell’Arte moderna. Presidente del Corso di studio in “Scienze dei Beni Culturali” dal 2003 al 2006, presidente del consiglio aggregato dei Corsi di laurea in “Scienze del Turismo” e “Progettazione e Gestione dei Sistemi Turistici Mediterranei” dal 2008 al 2014 e dal 2021 al 2023, attualmente è Vicepresidente del Sistema Museale di Ateno dell’Università di Pisa. Dal 2007 è Direttore Scientifico del Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi (Comune di Pisa, Università di Pisa), struttura che ospita le collezioni del Gabinetto Disegni e Stampe dell’Università di Pisa.

 

Diego Fiorini

Diego Fiorini

Presidente della Fondazione Teatro di Pisa

Diego Fiorini allestisce mostre ed eventi legati al costume e all'arte contemporanea per manifestazioni come la Biennale di Venezia, il Festival del Cinema di Venezia e in luoghi importanti come il battistero della Piazza dei Miracoli in Pisa, la Basilica di San Francesco ad Assisi, la Cattedrale del Principato di Monaco, la Galleria del costume di Palazzo Pitti, palazzo Reale di Milano.
Ha lavorato, curando le campagne fotografiche e l'impaginato, per cataloghi d'arte con editori importanti come FMR, Motta e Pacini al fianco di maestri importanti della fotografia come Aurelio Amendola e Mario Mulas,